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e-globalservice S.p.A. | Sede legale e amministrativa: C.so Porta Nuova, 127 37122 Verona - C.F. P.IVA e Reg. Imp. di Verona 03147280238

E-globalservice S.p.A. è una società specializzata nella gestione di servizi in outsourcing per Enti Pubblici e Società.

Innovazione, tecnologia e modelli di business sostenibili improntati alla condivisione dei vantaggi con il cliente, caratterizzano l’azione di E-globalservice, partner esperto nella gestione delle esigenze della Pubblica Amministrazione e riferimento per l’Azienda che intende aumentare la propria capacità produttiva.

Con la sua organizzazione dinamica e snella, nata per gestire le forniture di energia e l’efficientamento degli impianti, oggi E-globalservice copre un numero crescente di esigenze: dalla gestione tecnico-amministrativa, commerciale ed organizzativa a servizi personalizzati di call-center, back-office e front-office; dai programmi di formazione ai servizi assicurativi e finanziari, alla gestione di service per l’hospitality; dalla produzione di applicativi alla gestione di divisioni IT, e, in particolare, di sistemi di e-procurement per gli acquisti della Pubblica Amministrazione e del settore privato.

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E-globalservice S.p.A. è una società del Gruppo Vittoria costituita per gestire servizi tecnico-amministrativi, attività di comunicazione e marketing, produzione di applicativi per la gestione del rapporto con il cliente e la formazione.

Operando in settori fortemente diversificati (energia, fashion, accoglienza, ristorazione), ha elaborato un sistema di gestione efficiente, sviluppando sinergie fra attività, servizi e prodotti.

E-globalservice ha reso disponibile tutto il proprio pacchetto servizi ed innovation , sviluppando l’attività di Business office, in spazi arredati, ideali per start-up e professionisti che intendono perseguire l’eccellenza.

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All
  • eProcurement-processo-960x520

    E-PROCUREMENT

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    E-PROCUREMENT

    E-globalservice propone lo sviluppo nelle Imprese e negli Enti di una cultura manageriale e professionale avanzata a sostegno dei processi di relazione con i fornitori, sostenendo l’evoluzione e il rafforzamento delle competenze, della professionalità e del ruolo dei manager degli approvvigionamenti, mediante il sistema di e-procurement.

    La mission che e-globalservice si è data ha l’obiettivo di:

    - sviluppare l’e-procurement in tutte le sue forme: B2B, B2C e G2B presidiando l’intero processo di acquisto, nella piena tracciabilità e trasparenza, ottimizzando costi operativi e capitale impegnato;

    - creare professionisti dei processi di approvvigionamento e supply chain;

    - gestire processi di qualifica e di valutazione dei fornitori in modo efficiente;

    - monitorare le necessità di business e l’evoluzione dei mercati facilitando il benchmarking sugli aspetti di maggior interesse, per generare metodologie operative e modelli di riferimento;

    - gestire con piattaforma elettronica l’evoluzione degli acquisti nella PA, intercettando le possibili aree di sinergia tra il mondo privato e pubblico.”

    Nell’ambito dello sviluppo dell’e-procurement, e-globalservice intende contribuire alla rivoluzione digitale nella Pubblica Amministrazione.

    In collaborazione con la Fondazione Mind The Bridge, EGS ha lanciato una call per la selezione dei tre migliori progetti di innovazione digitale (startup) dedicati al mondo della PA.

    L’iniziativa di EGS si colloca all’interno del crescente movimento di E-Government (o Gov 2.0) che intende snellire le procedure burocratiche di governi e amministrazioni pubbliche attraverso l’introduzione di web tools, ambienti open source, crowdsourcing e attività similari.

  • consulenza-amministrativa

    GESTIONE AMMINISTRATIVA

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    consulenza-amministrativa

    GESTIONE AMMINISTRATIVA

    E-globalservice offre servizi in outsourcing con l’obiettivo di semplificare l’operatività di Enti, Imprese e Start-up, grazie ad un modello di gestione snello ed efficiente in grado di governare le attività di carattere organizzativo, di pianificazione e di controllo, generando importanti risparmi.

    Il settore amministrativo, in particolare, è da sempre l’ambito d’elezione di E-globalservice che vanta una consolidata esperienza sia in ambito Pubblico che Privato.

    Siamo in grado di coordinare l’operatività del cliente a 360°, dall’emissione-ricezione di fatture in formato elettronico e cartaceo, alla gestione dei rapporti con i fornitori, alle più complesse relazioni istituzionali, burocratiche e commerciali. Seguiamo e monitoriamo tutte le pratiche giuridico -amministrative dell’Azienda/Ente, garantendo i requisiti di trasparenza e legalità dell’azione imprenditoriale e pubblica, tramite ufficio legale interno.

    Attraverso il servizio di front e back office, l’Ente o l’Azienda possono disporre di uno staff competente e fortemente operativo nell’elaborazione delle informazioni e delle richieste specifiche di progettazione, costruzione e verifica dei processi e delle procedure di lavoro.

  • callcenter

    COMUNICAZIONE, MARKETING E CALL CENTER

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    callcenter

    COMUNICAZIONE, MARKETING E CALL CENTER

    E-globalservice sviluppa per i clienti una intensa e costante attività di comunicazione, sia attraverso i canali tradizionali che i new media.

    Progetta e realizza l’immagine coordinata dell’Azienda/Ente in sinergia con la filosofia e gli obiettivi istituzionali del partner; ne promuove la diffusione del know-how e delle esperienze, programmando e gestendo l’organizzazione di eventi e incontri tematici.

    Implementa tutte le operazioni di marketing volte al posizionamento strategico dell’Azienda/Ente nel mercato e nel contesto di riferimento.

    L’attivazione di servizi informativi, lo sviluppo di azioni di customer care ed indagini esplorative di call center è svolti da operatori specializzati che offrono informazioni, attivano servizi, forniscono assistenza tecnica, consentono acquisti, prenotazioni e organizzano campagne promozionali di telemarketing.

  • formazione

    FORMAZIONE

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    formazione

    FORMAZIONE

    l cliente di E-globalservice può contare sull’esperienza consolidata nella predisposizione e svolgimento di progetti di formazione personalizzati grazie alla collaborazione con Enti di ricerca e Università.

    Attraverso programmi di formazione continua, E-globalservice supporta le esigenze formative dei propri clienti finalizzandole al conseguimento di un progressivo e incessante sviluppo delle competenze del personale con strumenti, modalità e tecnologie di ultima generazione.

    I nostri percorsi formativi si sviluppano interamente online, con sistema FAD (formazione a distanza), utilizzando strumenti d’interazione quali la videoconferenza o il webinar.
    Operiamo un’attenta analisi delle esigenze formative del cliente, strutturando i contenuti del percorso formativo e la gestione degli utenti in piattaforma.
    Dal punto di vista dei contenuti, la formazione coinvolge molteplici ambiti, dallo sviluppo di competenze tecnico-specialistiche e manageriali, al rafforzamento di skills trasversali, con l’obiettivo di:

    - perfezionare qualità e competenze distintive in ottica imprenditoriale

    - sostenere l’orientamento al dialogo, all’ascolto e al supporto alla clientela di ciascun partner

    - rafforzare la motivazione delle risorse, aumentandone efficienza e produttività

    - diffondere il concetto di innovazione al servizio di nuove opportunità di business per il raggiungimento di livelli di eccellenza

    Un settore particolarmente importante, in cui E-globalservice è attivamente impegnata, è quello ambientale.

    Grazie alla proficua e consolidata collaborazione con l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile), E-globalservice promuove la figura del Referente per l’Energia all’interno delle Amministrazioni Pubbliche Italiane con l’obiettivo di consolidare una nuova cultura dell’energia e consentire agli Enti di operare scelte consapevoli in un settore sempre più strategico, sia dal punto di vista economico che sociale.

  • applicativi

    PRODUZIONE APPLICATIVI

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    applicativi

    PRODUZIONE APPLICATIVI

    L’innovazione è un elemento centrale nell’operatività di E-globalservice, che utilizza strumenti all’avanguardia per garantire la massima efficienza.

    In tale ottica, grazie alle competenze ed al know-how della propria Divisione IT, E-globalservice è in grado di sviluppare prodotti studiati a misura di business e coerenti con la strategia di crescita del cliente.

    Sviluppo software in-house, gestione documentale, supporto tecnico ed assistenza informatica sono i tre ambiti che consentono ad E-globalservice di coprire operativamente le esigenze del cliente con prodotti ad hoc per la fatturazione, la contabilità, la segreteria, i servizi di back-office ed i processi del controllo acquisti. Una soluzione software modulare avanzata, inoltre, è in grado di gestire analiticamente tutte le attività e le risorse disponibili.

    La produzione di applicativi è il fiore all’occhiello di E-globalservice, sempre attiva e pronta a rispondere alle richieste del cliente fornendo standard tecnici e professionali eccellenti.

  • palazzovittoria

    BUSINESS OFFICE CENTER

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    palazzovittoria

    BUSINESS OFFICE CENTER

    Il vasto expertise di E-globalservice è disponibile oggi in unico pacchetto servizi destinato alla gestione di spazi arredati e dedicati a professionisti ed imprese che desiderano accrescere le performance del proprio business puntando al successo, investendo costi minimi.

    E-globalservice offre un servizio completo in grado di gestire il pacchetto “Business Office Center” dalla progettazione all’allestimento e alla gestione degli spazi da un punto di vista organizzativo e operativo, realizzando luoghi ad elevato potenziale di business.

    Un esempio di successo è Palazzo Vittoria, un complesso situato nel centro storico di Villafranca di Verona, costituito da uno stabile ottocentesco di grande pregio ed un moderno edificio in classe A, con 20 uffici e 3 sale riunioni completamente arredati tecnologicamente attrezzati.

    Gli spazi di Palazzo Vittoria si scostano dal concetto corrente di “ufficio a tempo” perché sono spazi personali in cui è possibile fare impresa e valorizzare la professione evitando onerosi investimenti iniziali e delegando la gestione ed organizzazione dell’attività per essere immediatamente operativi.

    Visita il sito: www.palazzovittoria.it

  • expo-vittoria

    ACCOGLIENZA E RISTORAZIONE

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    expo-vittoria

    ACCOGLIENZA E RISTORAZIONE

    Le rilevanti e diversificate competenze che E-globalservice ha maturato nel corso della sua storia imprenditoriale consentono di offrire consulenza altamente qualificata e specializzata anche ad imprenditori e investitori che desiderano ottimizzare o potenziare il proprio business nel settore dell’accoglienza e della ristorazione.

    E-globalservice garantisce i più alti standard qualitativi nella selezione e formazione del personale, nella progettazione ed organizzazione dei processi strutturali e di governance, nella gestione informatica delle attività supportando costantemente i clienti e affiancandoli nella risoluzione di qualsiasi problematica.

    Vail al sito di Hotel Expo: www.hotelexpoverona.it

    Vail al sito di Ristorante Vittoria: www.ristorantevittoria.vr.it

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EGS Boot Camp / 7-8 Febbraio 2015


Contribuire alla rivoluzione digitale nel settore pubblico per offrire un servizio efficiente e innovativo alle PA italiane.

E’ il tema della Call lanciata nel dicembre 2014 da E-globalservice S.p.A. in collaborazione con Mind The Bridge Foundation che, nell’ambito delle sue attività di sostegno e promozione all’imprenditorialità, supporta E-globalservice nella ricerca di progetti di startup che possano rivoluzionare l’approccio al digitale delle PA italiane, migliorando attività e processi.

14 progetti, selezionati fra centinaia sui temi e-Procurement e GOV 2.0, sono i protagonisti di EGS Boot Camp, nel corso del quale le startup avranno l’opportunità di vivere una due giorni ricca di sessioni di mentorship e 1:1 meetings con il team di Mind The Bridge e i rappresentanti di E-globalservice, partecipando alla selezione finale.

Le tre migliori startup, che avranno realizzato progetti in grado di innovare la gestione della PA, avvieranno una collaborazione concreta in termini di investimento, acquisizione o partnership con E-Globalserivice.

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Supporto tecnico: it@e-globalservice.it

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I dati saranno trattati per dare seguito alla Sua richiesta di contatto. Il conferimento dei dati personali è facoltativo ma rifiuto a fornirli comporta l'impossibilità per E-Globalservice S.p.A. di instaurare e dare esecuzione a quanto indicato. I dati, che saranno trattati mediante strumenti manuali, informatici e telematici, potranno essere trasmessi ae comunicati a terzi collaboratori della struttura per l'esecuzione della richiesta. L'interessato gode dei diritti di cui all'art. 7 d.lgs. 196/2003, cui si rimanda. Il Titolare del trattamento è E-Globalservice S.p.A. con sede in 37122 Verona (VR), Corso Porta Nuova, 127.

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Le startup per portare innovazione nei musei

Il 27% dei 5000 musei italiani non offre alcun servizio digitale per la visita in loco, né altri servizi online come un sito web o account social.

Se per alcuni musei può essere il frutto di una precisa scelta strategica, in molti casi si tratta di un problema di risorse economiche ma anche di mancata consapevolezza dei benefici derivanti dall’innovazione digitale. Qualche caso di successo nell’applicazione di innovazione alla cultura però c’è. Esempi da prendere in considerazione per essere da stimolo al mondo dell’arte e della cultura in Italia.

L’investimento nel digitale si concentra soprattutto sugli strumenti online: il 69% dei musei offre almeno un servizio su Internet. Minore è invece la disponibilità di strumenti tecnologici e digitali che possano supportare la visita all’interno della struttura: solo il 35% ne offre almeno uno.

Ma quali servizi digitali preferiscono i musei?
Emerge una leggera crescita del numero di istituzioni culturali con un sito web proprietario (43% rispetto al 42% del 2016). Si registrano passi avanti anche sul fronte dei servizi messi a disposizione: nel 23% dei siti web è evidente già in homepage la possibilità di acquistare il biglietto online (+3 punti percentuali rispetto allo scorso anno), il 67% ha in homepage icone per l’accesso facilitato alle pagine social dell’istituzione (+4 punti) e il 55% consente l’accesso alla collezione virtuale (+3 punti).
A crescere con tasso più sostenuto è invece la presenza sui canali non proprietari: il 75% dei musei è presente su Tripadvisor (+20% rispetto a fine 2016) ed è in aumento il numero di account ufficiali dei musei su tutti i maggiori canali social, in particolare su Instagram (la copertura è passata dal 15% all’attuale 23%). Corrispondentemente è anche cresciuto il numero di musei che hanno scelto di utilizzare sia Facebook sia Twitter sia Instagram (dal 13% al 18%) con la percentuale di musei senza un account social che scende dal 46% al 43%.

Se da una parte gli enti culturali faticano a tenere il passo con la Digital Transformation, dall’altra quelli che lo fanno e introducono elementi di digitalizzazione nella loro offerta riscuotono il gradimento del pubblico. All’offerta di servizi digitali nei musei gli utenti danno un buon voto: 5,14 su 6.
Emerge anche che le istituzioni museali sono sempre più attente a mantenere un rapporto duraturo con il pubblico attraverso comunicazione e servizi di CRM (Customer Relationship Management). Le risorse a disposizione, però, spesso sono utilizzate più per le tipiche attività di portierato e vigilanza (25% del totale) che per finalità strategiche come pianificazione dell’innovazione o conservazione di lungo periodo delle collezioni.

Le giovani startup innovative possono aiutare i musei e, se sì, come?
Possono essere attivate forti sinergie con le startup. Molte di loro operano in questo ambito, per esempio il chatbot game per le Case Museo di Milano è stato sviluppato da una startup italiana a Londra, Invisible Studio, che consente di utilizzare Facebook Messenger per una sorta di caccia al tesoro. In pratica i ragazzi giocano mentre visitano il museo. È edutainment, l’educazione attraverso l’intrattenimento, ed è rivolta soprattutto agli adolescenti, il target più difficile da attrarre in questo settore.
Il problema con le startup in generale riguarda il loro salto di qualità.
Le applicazioni sviluppate da queste giovani società sono spesso molto customizzate sulla singola istituzione culturale che richiede un prodotto ad hoc. Il rischio è che le startup che non riescono a scalare rimangano micro-aziende. Per questo c’è bisogno di altri progetti che possano aiutare le startup stesse a crescere ed innovarsi.

3 ricette per portare la digitalizzazione nei beni culturali
Un modo è far lavorare le istituzioni culturali con centri di ricerca, che li aiutino ad assimilare cultura digitale. Un altro modo è mettere in contatto le organizzazioni con aziende esterne, per esempio con le startup o altre aziende fornitrici, le quali oltre ad offrire la soluzione tecnologica sappiano anche trasmettere le competenze. Ma spesso c’è bisogno di una mediazione che aiuti le startup a parlare il linguaggio delle istituzioni culturali e viceversa. A monte di tutto deve esserci un forte impegno da parte di chi guida l’organizzazione per indurre anche chi non è abituato a lavorare con la tecnologia a comprenderne l’utilità.
Una dimostrazione è stata data dai Musei Civici di Vicenza. Il personale non era abituato a lavorare con la tecnologia, ma la direzione ha fatto loro capire come cambiare fosse un beneficio per tutti e i risultati raggiunti lo confermano.

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I microchip sotto pelle che monitorano lo stato di salute

Microchip sotto pelle che assolta la loro funzione si decompongono e vengono assimilati dai tessuti interni.
Questa l’idea innovativa di alcuni scienziati: sensori non invasivi da inserire all’interno del corpo per monitorare il nostro stato di salute.

Dispositivi che in tempo reale notificano informazioni sulle condizioni di salute del paziente. Sensori “a orologeria” con l’obiettivo di sviluppare tecniche non invasive di intervento sul corpo umano.
Ecco alcuni dei progetti più avanzati in corso di sviluppo.

Sensori biomedici nell’intestino
Un gruppo di ricercatori del MIT di Boston ha sviluppato un dispositivo delle dimensioni di una pillola, che può tenere sotto controllo i pazienti in regime di assunzione di farmaci. Il sensore riesce a interagire dall’interno delle pareti dello stomaco, monitorando anche il livello dei gas intestinali. L’ente certificatore americano Food and Drug Administration ha già approvato la “pillola digitale” del MIT.
Ha le dimensioni del cappuccio di una penna e contiene alcuni batteri in grado di rilevare un composto chimico nel sangue, per notificarlo su un’app per smartphone.
“Se fossi un cinquantenne e si rendesse necessaria una colonscopia, non preferiresti ingerire solo una piccola pillola?”, si è chiesto Timothy Lu, ingegnere biochimico del MIT.

Sensori biomedici per le lesioni ai tendini
Un infortunio al tendine può essere difficile da superare. I tendini non hanno un importante afflusso di sangue e si cicatrizzano lentamente, anziché generare un tendine nuovo di zecca. Un grave infortunio al tendine di solito richiede un intervento chirurgico per ricucire i tessuti, ed è in quel momento che i ricercatori della Stanford University vorrebbero impiantarvi anche un sensore. Gli scienziati hanno progettato un sensore da impiantare all’interno del corpo, che può aiutare con la terapia fisica, decomponendosi senza rendere necessario un nuovo intervento chirurgico per l’espianto. Il sensore è realizzato con materiali gommosi, lunghi meno di un terzo di un pollice, ed è progettato appositamente per le lesioni dei tendini. Misurando sforzo e pressione, può aiutare i pazienti con i loro programmi di riabilitazione, invitando ad usare più o meno forza nel corso del processo di recupero. Le informazioni vengono inviate allo smartphone e consentono di monitorare lo stato di avanzamento reale e il livello di sforzo più consono.

Sensori biomedici sui denti
I sensori montati sui denti potrebbero invece essere disponibili prima dei sensori da impiantare nello stomaco. Creati dagli ingegneri biochimici della Tufts University, somigliano a dei piccoli adesivi dorati. Hanno tre diversi strati che lavorano insieme, per raccogliere sostanze chimiche dalla saliva. Le informazioni vengono quindi inviate a uno smartphone. Gli scienziati l’hanno testato su alcuni pazienti, scoprendo che il sensore era in grado di rilevare con successo glucosio, alcol e sale. Secondo alcuni studi però il dispositivo biomedico non è comunque abbastanza sensibile per determinare il conteggio delle calorie.

Sensori biomedici per la pressione
Un gruppo di ricercatori dell’Università del Connecticut ha sviluppato un sensore impiantabile, che viene assorbito all’interno dei tessuti interni. Il sensore rileva la pressione e il livello di tensione dei tessuti e delle fibre. Il sensore però è ancora in fase di progettazione.

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Auto elettriche - arrivano le ricariche superveloci

Le batterie delle auto elettriche difficilmente superano i 500 km di autonomia. I progetti per le colonnine di nuova generazione sono già avviati.

Era il 2013 quando Tesla pronosticava la nuova era delle auto alla spina.
Il tallone d’Achille è sempre stato la scarsa autonomia. Le batterie delle auto elettriche più diffuse difficilmente superano i 500 km di autonomia, mentre l’infrastruttura di ricarica resta spesso carente e poco capillare.

Le nuove colonnine promettono di ridurre al minimo l’attesa per fare il pieno all’auto elettrica. Sono diversi i progetti già operativi per l’installazione di colonnine superveloci e di batterie che garantiscono tempi di ricarica di qualche minuto.

La Cina padrona del mercato e-car
2,5 milioni di auto elettriche vendute entro il 2020.
La Cina scommette sulla mobilità elettrica e in tre anni quadruplicherà anche la domanda di batterie elettriche per equipaggiare le e-car.
I cinesi diverranno i principali produttori di batterie elettriche al mondo con il 70% di quota di mercato a livello globale.
Il colosso cinese BYD ha presentato un piano per toccare i 151 miliardi di dollari di vendite di batterie elettriche nel 2025. BYD, nato come produttore di batterie, si è poi trasformato in costruttore di auto elettriche.

Auto elettrica – le colonnine europee che ricaricano in 6 minuti
Una rete di ricarica comune: BMW, Daimler, Ford e il gruppo Volkswagen con Audi e Porsche hanno firmato un accordo per installare 400 punti di ricarica veloce da 350 kW in tutta Europa. Per ottenere un’autonomia di 150 km potrebbero bastare 6 minuti. Le prime 20 stazioni di rifornimento saranno inaugurate entro l’estate 2018 in Germania, Norvegia e Austria ad intervalli regolari di 120 chilometri.
Entro fine anno saranno installati altri 100 punti di ricarica veloce (HPC), mentre le restanti stazioni verdi saranno messe a punto entro il 2020. Anche Tesla, Volvo, FCA, PSA/Opel e Jaguar-Land Rover stanno per entrare nel consorzio Ionity.

Auto elettrica – il piano del Ministero dell’Energia americano
Il Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti (DOE) ha annunciato investimenti in ricerca da 19 milioni di dollari su progetti orientati a sviluppare colonnine di ricarica superveloci. Il Dipartimento americano ha confermato la selezione di 12 progetti di ricerca che stanno sviluppando colonnine in grado di ricaricare un’auto elettrica in meno di 15 minuti, regalando un’autonomia da 500 km. Le colonnine supporteranno un livello di potenza pari a 400 kW.

Auto elettrica – le colonnine CHAdeMO da 400 kW
Le colonnine saranno in grado di ricaricare una e-car in meno di 15 minuti, regalando un’autonomia da 500 km. Il 35% delle auto elettriche a batteria nel mondo sono compatibili con lo standard di ricarica CHAdeMO. Il consorzio per le ricariche superveloci è stato costituito nel 2010 in Giappone da Toyota, Nissan, Mitsubishi, Fuji e Tokyo Electric Power Company. Finora le colonnine CHAdeMO consentivano di ricaricare un’auto elettrica in mezz’ora con 120 km di autonomia.

Auto elettrica – le colonnine EVgo e ABB ricaricano 150 km in 6 minuti
Inaugurata in California la prima colonnina da 350kW. Secondo le stime, per ottenere un’autonomia di 150 km potrebbero bastare 6 minuti. Le nuove colonnine sono 7 volte più veloci delle reti di ricarica più diffuse sul mercato.

Auto elettrica – le colonnine Porsche per ricaricare l’80% in 15 minuti
Il colosso tedesco ha installato a Berlino la prima stazione di ricarica superveloce da 350 kW. Le colonnine dovrebbero essere in grado di aggiungere l’80% di autonomia al nuovo modello elettrico in 15 minuti.
Nel 2019 Porsche lancerà il primo veicolo interamente elettrico Mission E.

Auto elettrica – le colonnine Chargepoint aggiungono 150 km in 15 minuti
Il produttore californiano ha sviluppato colonnine da 400 kW in grado di ricaricare l’auto elettrica di 150 km d’autonomia in soli 15 minuti.

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Dal 19 giugno via al progetto pilota per i mutui verdi

Sono in tutto 60, 37 banche e 23 organizzazioni, i partecipanti al progetto pilota europeo Energy Efficient Mortgages Pilot Scheme, lanciato il 19 giugno scorso con l’obiettivo di promuovere il mercato dei mutui verdi.

Il progetto, finanziato dai fondi del programma dell’Unione Europea Horizon 2020, durerà circa due anni con il fine di lanciare in futuro finanziamenti agevolati e su misura, erogati a sostegno del mercato degli immobili sostenibili ed efficienti da un punto di vista energetico, sia da acquistare che da riqualificare.

L’obiettivo è trovare un modello che permetta alle banche di incentivare i proprietari di immobili a migliorare l’efficienza energetica degli edifici attraverso condizioni favorevoli legate al mutuo: tassi di interesse più bassi o aumento dell’importo finanziato.
L’introduzione dei mutui green vuole incentivare i proprietari ad eseguire opere di riqualificazione energetica, non effettuate magari per mancanza di liquidità, limitando così la svalutazione nel tempo dell’immobile e riducendo i costi delle bollette con un conseguente risparmio economico per le famiglie.
Peculiarità dei mutui green, oltre alle condizioni agevolate di partenza, sarebbe la possibilità di un abbassamento dei tassi applicati in origine, appena raggiunto l’obiettivo previsto in termini di efficienza energetica.

L’Energy Efficient Mortgages (EEM) si è dotato di due strumenti: l’Energy Efficient Mortgages Action Plan (EeMAP) che punta alla creazione di mutui verdi che incentiveranno più persone a migliorare l’efficienza energetica delle propria casa o ad acquistarne una che mantenga standard energetici di un certo tipo, sfruttando condizioni favorevoli di mutuo; l’Energy Efficiency Data Portal & Protocol (EeDaPP) per la raccolta su larga scala di dati che fanno riferimento ai mutui verdi da inserire su un portale che potrà essere costantemente monitorato.

Le banche italiane coinvolte in questo progetto sono: Monte Paschi di Siena, Banco Bpm, Bper Banca, Crédit Agricole, Friulovest Banca, Société Générale e Volksbank Alto Adige.

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Dopo le auto la sharing economy colpisce le lavatrici

Lavatrici in condivisione, così come auto e case. La sharing economy sfonda un’ulteriore barriera dell’economia tradizionale. Se fino a pochi anni fa per procurarsi l’accesso ad un servizio era necessario acquistare il bene, oggi anche il bucato finisce in condivisione, nell’ambito del passaggio epocale dalla proprietà all’uso.

E così come gli stessi costruttori d’auto hanno lanciato servizi di condivisione della mobilità, prevedendo un calo nelle vendite, a muoversi nella stessa direzione sono anche i produttori di lavatrici.

Mentre BMW e Mini qualche mese fa presentavano a Milano il servizio car sharing DriveNow, Electrolux rivelava l’avvio dei test per l’Uber della lavatrice, ovvero l’opportunità concessa ai proprietari di lavatrici Electrolux di offrire l’elettrodomestico in condivisione a utenti verificati. Un servizio sulla scia della tradizione delle lavandaie, che lavavano la biancheria per conto di più persone o famiglie.
Dopo Airbnb, BlaBlaCar e Uber, anche Electrolux con il suo nuovo progetto si dimostra a favore del concept “Fidiamoci degli sconosciuti”.

Lavadì sbarca in Italia – washing machine sharing service
Scegliere la tipologia di bucato da lavare, programmare la consegna o il ritiro all’orario più comodo pagando tutto direttamente dall’app smartphone. Godere quindi di un servizio di lavaggio e stiraggio da terzi, senza essere costretti necessariamente ad acquistare lavatrice e ferro da stiro.
La lavatrice in condivisione è sbarcata anche a Milano grazie all’arrivo di Lavadì.
Lanciato in UK da Laundrapp, il servizio si appoggia alla rete di lavanderie locali, a cui Lavadì offre sostanzialmente l’opportunità di espandere l’attività tradizionale anche in rete.
La società inglese Laundrapp ha stretto un accordo con il Gruppo Ferraguti, attivo nel settore della lavanderia industriale in Italia, e con ForServices per le consegne a domicilio.
Pony Spa, fondata nel 1958, offrirà invece il servizio integrato di stiratura professionale. L’app Lavadì è disponibile per iPhone e Android.

Zipjet, Dry Cleaning & Laundry a Londra
Insieme ad Electrolux, sono nati diversi servizi grazie a cui usufruire di una lavatrice senza essere costretti ad acquistarne una. L’italiano Lorenzo Franzi ha contribuito a fondare la startup italo-inglese Zipjet, con sede a Londra e servizio online che propone lavaggi pagati a consumo, con ritiro e consegna a domicilio.
Basta scaricare l’app sullo smartphone, prenotare il ritiro del bucato a casa e affidarsi ad un qualsiasi servizio di lavaggio disponibile nelle città di Londra, Parigi e Berlino.
L’app non offre solo il lavaggio a chi non dispone di una lavatrice, ma propone anche lo stiraggio dei capi.
Zipjet, nata all’interno dell’incubare tedesco Rocket Internet, ha ricevuto svariati finanziamenti da Bosch, Henkel e Siemens, appoggiando così l’idea innovativa della startup italo-inglese.

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A Tokyo le strade solari che producono energia

In vista delle Olimpiadi del 2020, Tokyo si prepara a costruire strade solari in grado di produrre energia pulita.

Il governo giapponese prevede di introdurre queste “solar roads” che catturano l’energia dal sole attraverso i pannelli fotovoltaici installati sotto la superficie.
Le strade saranno costituite da un sistema di pannelli verniciati con una resina speciale per migliorarne la durata.

A maggio ne è già stata installata una nel parcheggio di un negozio Seven-Eleven, ma le nuove strade dovrebbero essere introdotte a titolo sperimentale presso strutture di proprietà del governo di Tokyo già dal 2019. Probabilmente si comincerà dai parcheggi, dove la quantità di elettricità generata giustificherebbe il costo per l’installazione.

Lo sforzo è volto a far sì che Tokyo possa essere sempre più eco-compatibile in vista delle Olimpiadi e delle Paraolimpiadi del 2020.

Le strade solari sono già apparse in Europa: prima in Francia sulle autostrade e poi nei Paesi Bassi sulle piste ciclabili. In Giappone sono una novità e il manager del negozio Seven-Eleven afferma:
“Il sistema stradale solare può generare 16.145 kw/h di elettricità all’anno, coprendo circa il 9% dell’intera elettricità consumata dal negozio”.

Il governo di Tokyo si è concentrato sulle nuove tecnologie come potenziali fonti di energia rinnovabile e ha fissato un obiettivo ben preciso: le energie rinnovabili dovranno soddisfare circa il 30% del consumo energetico di Tokyo entro il 2030, rispetto al 12% del 2016.

Il limite di questo progetto sono i costi elevati. Poiché la tecnologia non è utilizzata in modo diffuso, i suoi componenti non sono prodotti in serie.
In Francia, ad esempio, il costo per ogni km installato è stato di circa 5 milioni di euro.

La speranza è che seguendo l’esempio della città giapponese, anche altri paesi del mondo possano farlo aiutando così a ridurre i costi di produzione e favorendo la generazione di energia pulita.

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La nuova mobilità sostenibile

Cambiano le esigenze e le abitudini, ma le automobili restano il mezzo preferito seppur in uno scenario diverso dove aumentano l’elettrico e il car sharing.
L’automobile, che è stata un fattore di accelerazione economica nel secolo scorso, resta centrale anche nel nuovo scenario di innovazione tecnologica e digitale, nonostante molti ne avessero già celebrato la fine.

La nuova mobilità vale 200 miliardi, il 10% del PIL: tanto valgono solo in Italia i servizi di mobilità secondo alcune ricerche.
Le prime proposte per la nuova mobilità sostenibile vengono presentate nel corso di un incontro tenutosi a Milano martedì 22 maggio.
Per rendersi conto di come dovrà cambiare l’approccio, basta dare un occhio ai player coinvolti: ci sono i rappresentanti di Bmw, Porsche, Mercedes e Jaguar, ma anche quelli delle istituzioni e dei trasporti locali, le compagnie di assicurazione (Linear- Unipol), le grandi compagnie tecnologiche (Samsung, Hitachi) e persino Vodafone Italia.

UN ECOSISTEMA PER LA NUOVA MOBILITÀ
Secondo EY la nuova mobilità è possibile solo in un’ottica di ecosistema.
È molto difficile che un solo soggetto possa rispondere alle esigenze e alle criticità che sempre di più si presenteranno nei grandi centri urbani.
Nel 2050 oltre il 60% della popolazione mondiale vivrà nei centri urbani, le persone che si muovono nel mondo triplicheranno e, purtroppo, le reti non seguiranno lo stesso ritmo di crescita.
Ricerche stimano che nel 2030 solo in Italia i costi connessi alla congestione del traffico peseranno per più di 15 miliardi.
Se l’automobile privata è ancora il mezzo di trasporto preferito da oltre 2 italiani su 3, si sta affermando anche nel nostro Paese un’esigenza di mobilità alternativa, più sostenibile, sicura e ottimizzata in termini di tempo e occupazione dello spazio.

ALTERNATIVE ALLA MOBILITA’ TRADIZIONALE
Solo nel 2018 sono stati investiti 21 miliardi di dollari in startup che offrono servizi di nuova generazione; il mercato dell’auto elettrica è in rapida crescita e dovrebbe toccare il valore di 2.400 miliardi di dollari nel 2025.
Nel 2030 il 35% delle persone che si sposteranno lo farà con servizi di car sharing e non solo.

MOBILITÀ – COSA SERVE ALL’ITALIA?
Le priorità per il nostro paese sono:

- un modello di gestione di un ecosistema che è ancora in fase di formazione e che deve essere necessariamente multiplayer;
- nuove proposte di fiscalità che rispondano alle diverse esigenze di mobilità;
- una maggior collaborazione fra pubblico e privato per avere una standardizzazione dei dati e regolamenti nazionali.

Che l’Italia sia indietro è confermato dai dati del report Automotive Disruption Radar di Roland Berger. L’Italia è al penultimo posto per mobilità condivisa e guida autonoma: infrastrutture insufficienti, poca ricerca e quadro normativo inadeguato.
Di contro ai primi posti abbiamo Cina, Singapore e Corea del Sud.

Non resta che attivarsi e anche abbastanza rapidamente!

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GUMSHOES – le scarpe realizzate con chewing gum riciclate

L’Olanda ed in particolare Amsterdam hanno un grosso problema con le chewing gum, ossia le gomme da masticare. Ogni anno ne vengono raccolte per strada circa un milione e mezzo di kg, seconde solo ai mozziconi di sigarette.

Per risolvere questo problema, l’ente IAmsterdam – il sito web del turismo per la città olandese – ha avuto un’idea geniale trasformando la spada di Damocle della gomma masticata e lasciata sui marciapiedi, in un progetto virtuoso e sostenibile a rispetto del pianeta.

L’ente ha deciso di avviare una collaborazione con il marchio di abbigliamento Explicit Wear e con Gumdrop, specializzata nel riciclo di chewing gum.
Da questa partnership sono nate le Gumshoes, le prime sneakers realizzate al 20% con gomme da masticare raccolte dall’ambiente.

“Le gomme sono fatte di un materiale sintetico, che può essere riutilizzato e trasformato in un nuovo materiale adatto anche all’abbigliamento, chiamato Gum-Tec. Quelle raccolte per le strade di Amsterdam sono state appositamente trattate e convertite nella suola della Gumshoe, disegnata dagli stilisti di Explicit Wear.
Le scarpe sono in due versioni: una rosa ispirata appunto al colore delle gomme americane, l’altra nera con suola e dettagli rossi.

QUANTE CHEWING GUM SI RECUPERANO?
È necessario quasi 1kg di gomma masticata ogni quattro paia di scarpe da ginnastica. Con 3,3 milioni di chili di gomma appiccicati ogni anno nelle strade cittadine, c’è molto da lavorare.

GLI OBIETTIVI
Il primo obiettivo è un progetto di riciclo creativo. Fashion e design per il bene dell’ambiente, trasformando un problema in un’opportunità.
Lo slogan per la scarpa (“al solo scopo di pulire le strade”) mira a sensibilizzare i cittadini, spingendoli a gettare i propri rifiuti nella spazzatura ed avere così un comportamento più civile.

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In America le startup fanno provare le loro app agli ubriachi

Il Drunk User Testing è l’ultima moda fra le aziende innovative degli Stati Uniti: mettere il proprio progetto nelle mani di un utente che ha alzato il gomito per testarne le funzionalità e la semplicità.

Startup e aziende tech americane ci hanno abituato negli anni a storie di successo e stranezze dell’altro mondo. Quello che è certo però, è che raramente qualcosa che arriva dalle imprese USA passa inosservato.
L’ultima invenzione è quella del Drunk User Testing, ovvero la scelta di far provare le applicazioni a degli ubriachi.

L’idea è nata nel 2015 a Boston e il presupposto è che un’app deve essere user friendly e facile da usare anche per chi è ubriaco, quindi non al meglio delle proprie condizioni fisiche e mentali.
Gli eventi fatti finora sono stati cinque e tutti soldout, in cui le startup hanno fatto testare le proprie app a utenti ubriachi.

Le compagnie pagano fra i mille e i duemila dollari per avere la propria app testata da dei drunk users.
Ogni azienda ha lo stesso obiettivo, cioè rendere il prodotto più intuitivo per gli utenti.
Nel dettaglio, le richieste sono diverse: testare la riprogettazione di un sito web o la navigazione nella loro app per dispositivi mobili oppure l’usabilità di una nuova funzionalità. In ogni caso, gli eventi consentono alle aziende di raccogliere dati rapidamente e quindi prendere decisioni sui prodotti in maniera più veloce. Per questo motivo le aziende che decidono di partecipare a più eventi sono molte.

I tester, molto spesso giovani e già impegnati nel campo tech, pagano dodici dollari per avere accesso a un open bar con birre, cocktail e whisky. Ogni tavolo è associato a una startup e gli utenti possono provare le app sui dispositivi a disposizione. Successivamente, su un foglio di carta o su un file, scrivono le loro considerazioni sulla prova appena fatta.

Un’azienda che ha preso parte ad un evento, una startup che si occupa di catering, ha sostenuto di come “Drunk User Tasting” sia stato di grande aiuto per capire meglio come la app ed il linguaggio usato all’interno fossero percepiti dal pubblico.
Le informazioni e i feedback rilasciati dai clienti-utenti sono state poi prese in considerazione per successivi redesign e cambiamenti. Il motore di ricerca interno non era eccezionale e molte persone non sapevano realmente come usarlo durante il test.
“Ora abbiamo un’esperienza di ricerca molto più completa. Dopo questa modifica i download sono aumentati notevolmente”.

Nulla di troppo strano quindi, almeno per gli standard americani, che si confermano all’avanguardia per quanto riguarda il marketing e l’accessibilità.
“Uno dei motivi per cui questo evento è così amato dai partecipanti e dalle aziende è che creiamo uno spazio per gli sviluppatori per parlare di persona con i loro utenti e viceversa. È imperativo che i prodotti siano incentrati sul cliente e il test degli utenti è un ottimo modo per garantirlo”.

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Con la green economy 24 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo

Contrastare i cambiamenti climatici non è solo una questione ambientale. Le misure in grado di ridurre le emissioni di CO2 e contenere il riscaldamento globale entro i 2°C, toccano direttamente anche la sfera lavorativa.
Le previsioni dicono che entro il 2030 saranno creati a livello mondiale 24 milioni di nuovi posti di lavoro attuando le giuste politiche per promuovere un’economia più verde.

Considerando tutti i dati, il risultato finale promuove decisamente la green economy: a fronte della perdita di 6 milioni di posti di lavoro, la lotta contro i cambiamenti climatici creerà altri 24 milioni di green jobs, portando il saldo finale ad una crescita di 18 milioni di nuovi impieghi.

Il reddito netto è concentrato nelle Americhe, nell’Asia-Pacifico e in Europa, rispettivamente con 3, 14 e 12 milioni di nuovi posti di lavoro.
Di contro però Africa e Medio Oriente perderebbero circa 350.000 e 300.000 posti di lavoro, a causa della loro dipendenza, rispettivamente, dalle miniere e dai combustibili fossili.

Dei 163 settori economici studiati, solo quattordici saranno influenzati da perdite occupazionali a livello mondiale. L’estrazione e la raffinazione del petrolio mostrerebbero la flessione più importante con la scomparsa di oltre un milione di posti di lavoro, mentre nel settore elettrico ne verrebbero a mancare circa 400mila, completamente compensati però dai 2,5 milioni di impieghi nelle energie rinnovabili.

L’economia circolare, con il riciclo, la selezione, la riparazione, il noleggio e il riutilizzo di oggetti, genererebbe sei milioni di green job. In queste aree, sarebbe necessario garantire una buona qualità del lavoro, dal momento che ancora oggi è spesso precario, pericoloso e privo di protezione sociale.
I servizi ecosistemici – compresi la rigenerazione del suolo, la purificazione di aria e acque, la protezione dalle condizioni meteorologiche estreme – daranno lavoro a 1,2 miliardi di persone.

I risultati mostrano che i posti di lavoro dipendono fortemente da un ambiente sano e dai servizi che esso fornisce. L’economia verde può consentire a milioni di persone di superare la povertà e fornire migliori mezzi di sussistenza per questa e le generazioni future”.

Considerando la sfera italiana, il 2018 è partito bene e porterà entro fine anno 320 mila nuovi posti di lavoro.
Insieme all’occupazione, la green economy crea anche ricchezza: i 2 milioni e 972.000 green jobs italiani contribuiscono alla formazione di 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale complessivo. Le medie imprese industriali che investiranno quest’anno in ricerca e sviluppo sono il 27% tra quelle che puntano sull’eco-efficienza, e solo il 18% tra le altre.

Sono 355.000 le aziende italiane dell’industria e dei servizi (il 27,1% del totale) che dal 2011 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.
Una quota che sale al 33,8% nell’industria manifatturiera.

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L’Edilizia sostenibile si orienta verso le case modulari

L’edilizia sostenibile si sta avvicinando sempre di più al concetto di case modulari.

Il matrimonio tra legno e acciaio dona alle costruzioni una miglior solidità ed eccellenti standard qualitativi.
I vantaggi di questa innovativa tipologia di costruzioni sono essenzialmente quattro:

1. Riduzione dello spreco
Il principale vantaggio delle case modulari sta nel concreto controllo dello spreco che è garantito dalla produzione in fabbrica degli edifici. Non un cantiere, ma uno stabilimento predisposto per ottimizzare la produzione. Pareti, strutture lignee, solai, tutto quanto può essere prodotto in un’ottica ‘manifatturiera’, abbattendo fino al 52% dello spreco.

2. Risparmio energetico
Le case modulari sono figlie di un nuovo approccio all’edilizia. Nella maggior parte dei casi sono dotate di appositi pannelli solari, di sistemi di accumulo per poter sfruttare l’energia elettrica sostenibile anche durante le ore buie, e di elettrodomestici a basso consumo energetico.

3. Materiali sostenibili
Tra gli obiettivi dei costruttori di case modulari vi è anche quello di utilizzare dei materiali sostenibili, come per l’appunto il legno. Inoltre, per la realizzazione degli isolamenti, le case modulari costruite in fabbrica possono contare sull’utilizzo di materiali riciclati, i quali si sono dimostrati ottimi in questo senso. Un isolamento di qualità è una casa energicamente efficiente, che non spreca energia per il riscaldamento o per il raffreddamento degli ambienti interni.

4. Ambienti più salutari
Le case modulari sono concepite intorno ai suoi futuri abitanti. Questo significa che i materiali scelti per la loro realizzazione non sono solo sostenibili, ma sono anche atossici, eliminando dalla linea di produzione tutti quei materiali che, una volta utilizzati, continuano a rilasciare negli ambienti interni delle sostanze volatili che minano la salute degli inquilini.

Ad oggi la fetta degli edifici realmente sostenibili è ancora troppo bassa, mentre sono sempre di più le imprese che offrono la costruzione di case sostenibili, a volte innovative e con un design accattivante, a volte più classiche.
Nella maggior parte dei casi si tratta di case modulari capaci di adattarsi nel migliore dei modi alle più differenti esigenze, garantendo una libertà che, fino a qualche anno fa, era impensabile.

Di prefabbricazione edilizia sostenibile si parlerà il prossimo 29 e 30 maggio a Riva del Garda (TN) all’edizione 2018 di REbuild, convention del mercato dei servizi e tecnologie per la riqualificazione, gestione e conduzione sostenibile degli edifici esistenti.
Tra gli obiettivi dichiarati vi è quello di rendere diffuso e capillare ciò che oggi, purtroppo, rappresenta solo un segmento di nicchia all’interno dell’edilizia.

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Innovazione e Turismo: 20 startup “made in Italy” che puntano al cambiamento

“L’estate che fugge è un amico che parte”.
La bellezza e la spensieratezza della bella stagione viene riassunta benissimo nelle parole di Victor Hugo, padre del Romanticismo francese.
L’estate porta con sé la voglia di evadere, di scoprire e di concedersi quel meritato relax dopo lunghi mesi passati al lavoro.

L’estate per l’Italia è soprattutto sinonimo di turismo, uno dei nostri settori più redditizi, con oltre 100 miliardi di euro, ben quattro volte più ricco di tessile e abbigliamento.
Per questo il business delle vacanze diventa terreno fertile per molte startup, che grazie ad idee innovative e alla trasformazione digitale in corso, guardano all’estate come alla key season dei propri affari.

MARE
In Sardegna, la startup cagliaritana Nausdream, da la possibilità di prenotare brevi esperienze in barca, tra escursioni, aperitivi, battute di pesca e sport acquatici.
Antlos, con sede a Venezia, è un servizio peer-to-peer per prenotare vacanze in barca a vela con skipper qualificati.
Ad Hong Kong, la startup italiana NowBoat offre circa duemila avventure in oltre 200 destinazioni (con una forte presenza sull’Asia Pacifico), per una vacanza in barca negli oceani e devolve il 3,5% del profitto a organizzazioni che si occupano della protezione dell’oceano e della biodiversità.

FAMILY HOLIDAYS
Le vacanze in famiglia sono sempre le più difficili da pianificare, sia per motivi organizzativi che economici.
Niente paura! Da oggi la startup ligure Its4kids viene in aiuto delle famiglie con strutture, itinerari, attività e suggerimenti a misura di bambino.
Per le neomamme e le famiglie con bambini, la milanese BabyGuest permette di noleggiare e acquistare nella località di arrivo attrezzature per l’infanzia, come passeggini, culle e seggiolini.
Anche le famiglie con gli amici a quattro zampe possono stare tranquilli. Per non lasciarli soli durante le vacanze, possono trovare strutture ricettive idonee con TripDoggy o affidarli ad un petsitter tramite PetMe.

TURISMO SPORTIVO
Bikenbike è il primo social marketplace dedicato al cicloturismo, che mette in contatto chi cerca un’esperienza sulle due ruote con chi la organizza.
Gli amanti dello sport invece, per essere sempre al top anche in vacanza, possono rivolgersi a Sharewood, per prenotare prima della partenza la propria attrezzatura sportiva, da noleggiare direttamente in loco.

ENOGASTRONOMIA
Recenti ricerche hanno riscontrato rispetto al passato un forte aumento d’interesse verso le esperienze enogastronomiche ed il 92% dei turisti, negli ultimi due anni, ha preso parte ad attività legate al food e al beverage.
Per il 21% le attività gastronomiche hanno rappresentato il principale motivo di viaggio, mentre il 58% ha svolto la vacanza per partecipare ad esperienze enologiche, degustazioni, wine tasting e fiere.
Il turismo enogastronomico è ormai uno dei trend più in voga del momento.
Foody vuole far vivere ad ogni turista le tradizioni culinarie dei luoghi visitati, proposte dagli abitanti del luogo: “Eat local with local”.

VACANZE ALTERNATIVE
Se si è indecisi su che tipo di vacanza organizzare, Flykube è la soluzione perfetta.
Destinazione top secret fino a due giorni prima della partenza, con il vantaggio di un prezzo estremamente low-cost.

IDEE PER I VIAGGIATORI
Dats è una startup di viaggi dedicata ai millennials, che permette di scoprire i posti più interessanti di una città, attraverso pratiche guide curate da insider locali, in base agli interessi di giovani e giovanissimi.
La modenese True Places Italy invece, punta allo slow-tourism.
L’idea è quella di scoprire le caratteristiche di un territorio, botteghe, agriturismi, scorci paesaggistici lontani dalle mete più turistiche. C’è inoltre la possibilità di guadagnare qualcosa condividendo le proprie esperienze di viaggio come trueplacer.

La bolognese Utopic permette di costruire il proprio itinerario di viaggio grazie alle informazioni geolocalizzate e condividere le esperienze con gruppi di persone con gli stessi interessi.
Weagoo, di Como, consente di creare delle mini guide di viaggio personalizzate che ogni operatore del settore potrà integrare nel proprio sito web (e-book o white label).
Inoltre sviluppa app per eventi e attività promozionali e ha creato le MyCityGuide, guide di viaggio in versione app dedicate alle principali città del mondo.

Babaiola, startup con sedi a Sassari e Roma, è il punto di riferimento per i viaggiatori LGBT: informazioni affidabili e sempre aggiornate su hotel, locali ed eventi gayfriendly in tutto il mondo, promozioni dedicate agli utenti e una community dove conoscersi e scambiarsi consigli.
La piattaforma al momento conta oltre 20 mila utenti e collaborazioni importanti con SkyScanner e Yelp.

A SUPPORTO DEL VIAGGIO
Una volta giunti a destinazione, ci sono startup che consentono ai viaggiatori di essere più tranquilli e sfruttare meglio il proprio tempo.
Bagbnb è la prima community di deposito bagagli in Italia, nata a Roma, che al costo di 5€ al giorno consente di lasciare le proprie valigie presso alcuni depositi selezionati.
Chi ha un’attività sul territorio può diventare angel e ospitare i bagagli, incassando 2€ a cliente.
“Save time, enjoy life” è il motto della startup romana uFirst, che permette di saltare la fila per eventi e attrazioni in tutto il mondo, grazie ai suoi accessi esclusivi.

La torinese GoGoBus offre un servizio social bus sharing che fa viaggiare in bus gruppi di persone interessati ad andare nella stessa location.
Busrapido invece ha realizzato un servizio on-demand per la ricerca e il noleggio di autobus e minibus per viaggi di gruppo.
Per evitare sprechi la romana Trivabus ospita sulla sua piattaforma bus per l’Italia e l’Europa, aggregando le cosiddette percorrenze a vuoto a prezzi vantaggiosi.

Oggi Viaggiare è sempre più facile ed economico..

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Innovazione digitale nelle pubbliche amministrazioni

E-globalservice ha lanciato un concorso per scoprire start-up e singoli talenti: l’obiettivo è sviluppare strumenti per snellire la burocrazia

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EGS Bootcamp

La startup per la nuova PA: digitalizzazione e smart cities, efficienza e vantaggi condivisi

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Innovazione digitale: EGS cerca 3 progetti per le PP.AA.

E-globalservice e Mind the Bridge selezionano 3 progetti di innovazione digitale avviati da startup o talenti singoli e dedicati al mondo delle pubbliche amministrazioni.

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Municipio sommerso da carte «Non le fanno digitalizzare»

Un mare di incartamenti, dai certificati dello stato civile alle progettazioni dell’ufficio Tecnico. Gli archivi comunali di Villafranca sono sommersi da vecchi documenti che piacciono agli storici ma occupano molto spazio.

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Un boot camp per migliorare la pubblica amministrazione

Best practice, startup e politici a confronto su metodi e pratiche d’innovazione da applicare alla cosa pubblica. Domenica l’intervento di Uber. Diretta streaming su Corriere Innovazione

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Taxi, Verona nei piani dell’applicazione Uber

Trasporti, piattaforme informative e E-procurement le idee portate da Mind The Bridge sulle quali investirà E-Globalservice

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Comuni-chiamo, OpenMove e Koinè tre startup per innovare la PA

Trasporti, piattaforme informative e E-procurement le idee portate da Mind The Bridge sulle quali investirà E-Globalservice

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Pubblica amministrazione digitale: decine di miliardi di risparmi

Riduzione della spesa pubblica ma anche semplificazione e trasparenza: a Villafranca una tavola rotonda sulle opportunità per ricostruire il rapporto tra pubblico e privato

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