L’Ontario dice stop al reddito di cittadinanza. Troppi gli oltre 100 milioni da destinare a 4 mila disoccupati, secondo la nuova maggioranza.

Il nuovo governo conservatore della provincia canadese ha messo un punto al programma-pilota con cui l’ex maggioranza progressista aveva introdotto un sostegno economico che combattesse povertà e disoccupazione, aiutando soprattutto i lavoratori colpiti dal fenomeno della disoccupazione tecnologica, causa diffusione di robot e algoritmi.

Canada: robot e reddito di cittadinanza

Disoccupati, lavoratori precari e “working poor”, i cosiddetti lavoratori impoveriti, sebbene impiegati a vario titolo.
L’Ontario tra tutti questi ha selezionato 4mila partecipanti all’esperimento sociale, stanziando circa 100 milioni di euro, da destinare alla riqualificazione di lavoratori e disoccupati, garantendo loro un sostegno al reddito. L’esperimento è stato però interrotto anzitempo, rispetto alla durata prevista di 3 anni. Ciascuno dei selezionati avrebbe dovuto ricevere per lo stesso periodo un sostegno al reddito pari al 75% della soglia di povertà, corrispondente a circa 13 mila dollari americani l’anno per i single e 24 mila dollari per le coppie.

L’obiettivo era quello di assicurare un’entrata reddituale slegata dall’obbligo della ricerca di un impiego, così da spingere le persone a riqualificarsi e cercare un lavoro, per garantire una mole di entrate minima a livello familiare, seppure non sufficiente.

Perché non ha funzionato?

La motivazione fondamentale sarebbe legata alla formula scelta per finanziare il sostegno al reddito dei canadesi.
“Un robot dovrebbe essere tassato quanto un lavoratore. Così gli Stati potrebbero erogare un reddito minimo”, aveva proposto Bill Gates. Lungi dall’introdurre una tassa su robot, algoritmi e aziende tecnologiche, in Ontario era lo Stato a mettere mano ai propri fondi.

L’esperimento non è economicamente sostenibile per le casse dello Stato”, ha affermato Lisa MacLeod, Ministro per le Politiche Sociali dell’Ontario.

A cosa serve il reddito di cittadinanza?

Canada e anche Finlandia puntavano a dimostrare come chi riceve denaro dallo Stato senza l’obbligo di lavorare, in realtà non resti con le mani in mano. Il sussidio non sarebbe in ogni caso sufficiente a coprire le necessità quotidiane. E continuando a ricevere il reddito minimo anche qualora venissero assunti, i disoccupati sarebbero spinti a lavorare per guadagnare di più, generando nuove entrate fiscali e previdenziali per lo Stato, con cui le istituzioni punterebbero in parte a finanziare il provvedimento stesso.

Ma il tutto sembra aver spinto molti a non produrre reddito effettivo, trovando lavoro per non incappare nel ritiro dell’assegno di disoccupazione.

L’esperimento finlandese

Da gennaio 2017 a Helsinki e dintorni 2mila disoccupati fra i 25 e i 58 anni ricevono 560 euro al mese. L’esperimento durerà due anni, concludendosi a dicembre 2018. E in questo periodo i finlandesi continuano a ricevere il sussidio anche qualora trovino un’occupazione.

Negli ultimi mesi si era parlato della volontà di mettere fine alla sperimentazione in corso, smentita in seguito dal governo finlandese.

“L’esperimento continuerà regolarmente e senza alcuna interruzione fino alla fine dell’anno in corso. La valutazione avverrà solo ad inizio 2019”.